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Le macchine fotografiche istantanee analogiche

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Pubblicato da in Tecnologia ·
Tags: Polaroid

Le macchine fotografiche istantanee analogiche
La Polaroid Corporation ha creato una vasta serie di macchine fotografiche istantanee con pellicole autosviluppanti,le quali non usano tutte lo stesso tipo di carte sensibili. La maggior parte utilizza pellicole SX-70 o 600. La Polaroid ha smesso di produrre qualsiasi tipo di pellicola analogica, anche se sono tuttora reperibili, a prezzi non proprio modici, online. Nuove pellicole sia di tipo SX-70 che 600 vengono prodotte da “The Impossible Project”: un team di appassionati che si è cimentato nel riparare alla decisione della Polaroid di smettere la produzione delle pellicole per le fotocamere tradizionali.
Era un tipo di stampa fotografica  mediante la quale
si potevano ottenere fotografie pochi secondi dopo lo scatto.
Il brevetto della Polaroid consisteva, appunto, in una particolare fotocamera nella quale veniva inserita una cartuccia contenente una serie di fogli fotosensibili, coperti singolarmente da una pellicola impregnata dal lato a contatto col foglio stesso di una sostanza reagente, i quali, una volta impressionati venivano estratti manualmente da un lato della fotocamera ed in seguito (dopo circa 60 secondi)
venivano separati dal foglietto reagente scoprendo così il foglio con l’immagine impressa direttamente in positivo
(eliminado il passaggio del negativo e della successiva stampa che obbligava la consegna del rullino presso un laboratorio o, per chi poteva farlo in proprio, l’uso della camera oscura e comunque con il fastidio di dover aspettare molto tempo prima di vedere il risultato).
La stessa si stabilizzava definitivamente nel corso di una decina di minuti.
Il sistema, nato in origine in bianco e nero, divenne successivamente a colori e riscosse
per tutti gli anni ’70 e ’80 un enorme successo anche se la qualità di stampa, pur migliorata notevolmente negli anni, non raggiunse mai il livello della stampa fotografica tradizionale
! Le stampe avevano il difetto di soffrire, più del già citato sistema tradizionale,
l’invecchiamento e l’esposizione alla luce tanto che, in alcuni casi, già dopo pochi anni di normale conservazione, le immagini risultavano sbiadite e fortemente virate verso il blu
. Da notare anche che la capacità di immagazzinamento delle cartucce era circa la metà del classico rullino da 24 pose. Il sistema comunque, visto il target a cui era indirizzato, era più che sufficiente per consentirne al “fotografo della Domenica” un utilizzo soddisfacente.
Negli anni 70′ anche la Kodak inizia la produzione di pellicole simili.
Tali pellicole autosviluppanti denominate Kodak Instant, a differenza delle Polaroid, erano rettangolari e l’immagine sulla superficie misurava 9 x 6,8 cm. Dopo aver perso una battaglia di brevetti con la Polaroid Corporation, Kodak ha lasciato il business Instant Camera il 9 gennaio 1986. Uno dei pochi fotografi che ha realizzato con questo materiale Kodak alcune ricerche fotografiche è l’italiano Augusto De Luca.
Prima dell’ avvento del digitale la Foto Polaroid subì un ulteriore innovazione consistente nell’eliminazione del foglietto spargi-reagente, nonché l’espulsione motorizzata della stampa che, cosa molto pubblicizzata all’epoca, compariva man mano alla vista in tempo reale!
L’avvento del digitale, ovviamente, decretò la fine commerciale della foto istantanea ottenuta chimicamente
, ed anche la Polaroid si è adeguata al mercato delle fotocamere e della stampa digitale offrendo prodotti del tutto simili a quelli della concorrenza del mercato della fotografia moderna. A0540





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