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Pinocchio

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Pubblicato da in Libri ·
Tags: Pinocchio
Pinocchio è il protagonista del celebre romanzo per ragazzi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Lorenzini detto Collodi.
Nel romanzo Geppetto spiega che si chiama Pinocchio perché è un nome a lui conosciuto:
«– Che nome gli metterò? – disse tra sé e sé. – Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina. –»
(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. III.)
Pinocchio è una marionetta (ovvero un pupazzo di legno che si manovra con i fili) e non un burattino (che invece viene manovrato da sotto infilandovi la mano dentro). Nel libro però è chiamato, impropriamente, burattino, da qui l'equivoco. Per una caratteristica singolare, il pezzo di legno da cui è ricavato è animato, per cui Pinocchio, rimanendo pur sempre un semplice pupazzo di legno, si muove da solo, cammina, parla, mangia (per es. cap. XIII, presso l'Osteria del Gambero Rosso in compagnia del Gatto e della Volpe). Nel corso del romanzo però assistiamo ad alcune trasformazioni: dopo aver promesso alla Fata di smettere di essere un burattino e di voler diventare un vero ragazzo, fugge con Lucignolo nel «Paese dei Balocchi» e finisce per trasformarsi, dopo cinque mesi di cuccagna, in un asino, finendo in una compagnia di pagliacci. Nell'ultimo capitolo Pinocchio, uscito dalla bocca del Pesce-cane insieme a Geppetto, smette finalmente di essere un burattino e diventa un ragazzo in carne ed ossa (grazie all'intervento in sogno della Fata).
La caratteristica più nota e conosciuta di Pinocchio è il suo naso che si allunga a dismisura quando dice le bugie: questo compare nel capitolo XVII. C'è da notare come lo stesso Collodi, in Note gaie, affermi come «per nascondere la verità di una faccia speculum animae […] si aggiunge al naso vero un altro naso di cartapesta»
Nel romanzo si accenna a "un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d'albero e un cappellino di midolla di pane". Oltre al cappello a punta e alla casacca colorata, il burattino è spesso rappresentato con un paio di pantaloni lunghi fino al ginocchio (chiamati appunto "pinocchietti").
Pinocchio è fondamentalmente buono (ha un buon cuore), ingenuo e innocente, ma cade spesso nella tentazione di farsi trascinare da brutte compagnie e, se gli si chiedono spiegazioni, è incline alla menzogna. A causa di queste caratteristiche si ritrova spesso nei guai, dai quali riesce però a cavarsela sempre, anche se con molta difficoltà.
(Testo Tratto da Wikipedia)


Copertina illustrata da Luigi e M. Augusta Cavalieri in un'edizione libraria edita da Salani Editore Firenze nel 1924.



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